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Il metodo della dottoressa Moro

Trattamenti per il viso

Gli occhi

Le palpebre giocano un ruolo decisivo nella caratterizzazione dello sguardo ed i processi di invecchiamento che le coinvolgono evidenziano principalmente due tipi di alterazioni: l’eccesso di cute, denunciato dalla formazione di rughe, e la presenza di ernie o borse adipose che alterano più o meno marcatamente il profilo della palpebra stessa.
Sia l’eccesso di cute, sia le borse adipose sono correggibili con un intervento di BLEFAROPLASTICA, che può essere limitato alle sole palpebre superiori o inferiori.

LA BLEFAROPLASTICA SUPERIORE
L’intervento consiste nella asportazione della cute in eccesso della palpebra superiore e nella rimozione delle “borse”.
SCHEMA DELL’INTERVENTO: L’incisione viene effettuata in corrispondenza della piega naturale della palpebra e viene asportata la parte di cute in eccesso e di una sottile striscia di muscolo orbicolare, che senza alcun danno funzionale permette di correggere la caduta della cute palpebrale. Le cicatrici che ne conseguono sono quindi nascoste e, per le caratteristiche della cute in questa zona, sono sempre poco visibili. E’ possibile anche, qualora ve ne sia la necessità alzare l’angolo sopracciliare in modo da ottenere un ulteriore ringiovanimento dello sguardo.
ANESTESIA: L’anestesia è locale con sedazione.
TEMPI INDICATIVI DI GUARIGIONE: I punti vengono rimossi dopo due giorni. Le ecchimosi scompaiono in pochi giorni. L’assestamento avviene per la maggior parte in due settimane. Il risultato definitivo è apprezzabile dopo tre mesi.
PERIODO POSTOPERATORIO: Evitare di stropicciare gli occhi. Le normali attività possono essere riprese dopo pochi giorni, mentre l’attività sportiva dopo due, tre settimane.
Ci si può esporre al sole solo dopo la scomparsa delle ecchimosi.

LA BLEFAROPLASTICA INFERIORE

SCHEMA DELL’ INTERVENTO: Sono possibili due tipi di intervento. Nei soggetti giovani è sufficiente rimuovere le borse attraverso una incisione della congiuntiva; in questo modo si elimina quel gonfiore che conferisce al soggetto un aspetto perennemente stanco, senza che rimangono cicatrici sulla palpebra. Questa tecnica si chiama “blefaroplastica inferiore transcongiuntivale”. Non occorre applicare punti di sutura poiché la congiuntiva guarisce spontaneamente in brevissimo tempo.
Nei soggetti in età avanzata, o comunque quando oltre alle borse è presente un eccesso di pelle ed una marcata rilassatezza del muscolo orbicolare sottostante, si effettua la blefaroplastica classica.
L’incisione della palpebra inferiore viene eseguita appena al di sotto del bordo ciliare, si elimina la cute in eccesso e si asportano le ernie adipose eventualmente presenti.
Nei primi giorni dopo l’intervento può essere visibile il gonfiore delle palpebre accompagnato da ecchimosi più o meno evidenti a seconda dei soggetti. In seguito sarà sufficiente un trucco normale a coprire le ultime ecchimosi in fase di riassorbimento.
I punti di sutura vengono asportati ambulatoriamente entro 3-4 giorni. Le cicatrici risultanti da questo intervento sono di solito di consistenza e di colore tali da essere praticamente invisibili.
ANESTESIA: L’anestesia è locale con sedazione.
Questi interventi possono essere effettuati singolarmente o associati ad interventi di lifting facciale per ottimizzarne il risultato. 
Inoltre esistono altri interventi che possono correggere e sollevare il sopracciglio, correggere ed orientare il canto esterno dell’occhio per dare allo sguardo un aspetto diverso. Tali interventi che possono essere effettuati in anestesia locale verranno valutati volta per volta e caso per caso.

Il Volto

Il trascorrere del tempo si fa annunciare sul volto e sul collo dalla comparsa di rugosità più o meno sottili associate ad un rilassamento dei tessuti particolarmente sulle guance. La richiesta di una correzione di tali alterazioni può comportare la necessità di interventi chirurgici di lifting cervico facciali.

LIFTING CERVICO-FACCIALE

SCHEMA DELL’ INTERVENTO: L’intervento di lifting ha l’effetto di ringiovanire l’aspetto del viso ma naturalmente di non fermare per sempre il processo di invecchiamento.
L’invecchiamento è definito automaticamente da vari fattori: il rilassamento dello strato muscolare ed una piccola quota di tessuto adiposo modificano il profilo del collo, il cedimento del grasso della guancia accentua il solco naso-labiale mentre le modifiche dei muscoli orbicolari segnano il passare del tempo a livello dell’arcata zigomatica. Un colloquio preoperatorio è importante per valutare l’indicazione all’intervento che può comprendere tutto il volto ed il collo ( lifting cervico-facciale) oppure solo alcuni distretti come la fronte, la regione temporale, la guancia o il collo separatamente.
Nell’intervento di lifting cervico facciale l’incisione chirurgica inizia all’altezza della tempia, tra i capelli, scende poi davanti all’orecchio e prosegue dietro il lobo di nuovo tra i capelli.
Vengono poi preparati i piani cutanei e muscolari, fino ad una certa distanza dall’incisione, a livello delle tempie, delle guance, del collo.
Si procede così all’eliminazione della cute in eccesso e all’ancoraggio dei piani muscolari. In caso di adiposità localizzate si può ricorrere all’uso della lipoaspirazione per modellare ulteriormente alcuni distretti del volto. 
La naturalezza del risultato è accentuata oggi dall’orientamento verticale (lifting verticale) della sospensione e non più orizzontale come negli anni passati. 
Si effettua in anestesia locale con sedazione, tuttavia se il paziente lo richiede espressamente, oppure l’operazione viene eseguita insieme ad altri interventi, si può utilizzare l’anestesia generale. In questo caso è richiesto un giorno di ricovero. 
PERIODO POST-OPERATORIO: Seguite scrupolosamente le prescrizioni del chirurgo. Per questo intervento è indispensabile sospendere il fumo da dieci giorni prima ad un mese dopo, per non compromettere il processo di guarigione.
I punti vengono rimossi in parte dopo circa una settimana e in parte dopo una decina di giorni. Il grosso dell’assestamento avviene in due o tre settimane. Il risultato finale è apprezzabile dopo tre mesi. Potrete esporvi al sole quando la pelle avrà riacquistato il suo colorito normale, senza più tracce di ecchimosi, comunque non prima di un mese, un mese e mezzo.
Occorrono circa due o tre settimane per riprendere le normali attività.
Un mese e mezzo per riprendere l’attività sportiva.
Il risultato finale è apprezzabile dopo tre mesi.

Il Collo

Il lifting del collo può essere un intervento separato o congiunto al lifting facciale. Esso comporterà lo scollamento dello stesso e la trazione del muscolo platisma che riposizionato ed adeguatamente fissato ridonerà un aspetto di normalità al collo stesso.
In alcuni casi potrà essere sufficiente per l’asportazione del così detto doppio mento, una lipoaspirazione superficiale e profonda che sfruttando la retrazione cutanea potrà risolvere anche senza l’ausilio del lifting cutaneo. Tutto ciò però dovrà essere valutato in una accurata visita pre operatoria.

LIPORISTRUTTURAZIONE 
Questa tecnica propugnata da Coleman, si prefigge di rinnovare con innesti di grasso adeguatamente centrifugati e preparati le zone del viso che per il passare del tempo hanno perso parte del loro pannicolo adiposo. Questa tecnica che prevede il prelievo di tessuto adiposo da altre parti del corpo e mediante le centrifugazione di purificarlo dalla componente siero ematica ha una probabilità notevolmente aumentata di attecchimento e di stabilità di risultato nel tempo.
Si può ridonare turgore agli zigomi, aumentare il volume delle labbra o colmare solchi naso genieni (lati della bocca), le rughe della glabella e riempire le depressioni agli angoli del labbro inferiore che danno alla bocca una espressione di amarezza.

TOSSINA BOTULINICA 
La tossina botulinica purificata può, se iniettata in piccole dosi, migliorare le rughe della glabella, della fronte e quelle ai lati degli occhi (zampe di gallina), agendo come inattivante della contrazione muscolare. L’effetto, se fatto con moderazione, è piacevole e naturale ed è reversibile in circa sei mesi.
Può essere ripetuto in nuove sedute e l’effetto è sempre più duraturo.

IL LASER
Un valido ausilio per rinnovare la qualità della pelle, soggetta all’esposizione dei raggi ultraviolenti e dall’invecchiamento ci è data dall’uso del laser che con la sua azione di vaporizzazione degli strati più superficiali della pelle determina una abrasione dosabile che guarirà con un aspetto della stessa più levigato, più tonico, più compatto e quindi più giovane.

Il Naso

Il Naso non solo influenza l’espressività del volto, ma rappresenta una struttura funzionalmente attiva come filtro, umidificazione ed adeguamento della temperatura intracorporea dell’aria inalata.
Un’attenta valutazione del paziente nelle sue necessità estetiche funzionali e psicologiche è premessa essenziale ad ogni intervento di RINOPLASTICA. 
Il consulto con il chirurgo plastico, ancor meglio se anche otorino (cioè rinologo) richiede:
- La valutazione funzionale in quanto il naso è principalmente un organo respiratorio, ed una sua alterazione da deviazione del setto con ipertrofia dei turbinati, richiede una adeguata correzione che non sia eccessivamente demolitiva.
- La valutazione estetica, con lo studio accurato delle proporzioni del viso (associata ad una precisa documentazione fotografica pre e post operatoria).
- Un’analisi della condizione anatomo-psichica del paziente con valutazione delle aspettative e delle motivazioni che conducono alla richiesta di correggere le caratteristiche del proprio naso.

SCHEMA DELL’ INTERVENTO: Il naso è una struttura osteo-cartilaginea ed il suo rimodellamento viene fatto attraverso un incisione all’interno delle narici senza quindi lasciare cicatrici esterne. 
Si può intervenire sulle strutture cartilaginee per correggere imperfezioni della punta che può essere rialzata, accorciata o ridotta di volume e contemporaneamente su quelle osteo-cartilaginee del dorso che può essere assottigliato raddrizzato o abbassato secondo le necessità.
ANESTESIA: L’anestesia può essere locale o generale in relazione all’entità dell’intervento, ed il ricovero quando necessita, non supera un giorno. 
DOPO L’INTERVENTO: Vengono applicati due tamponi nelle narici ed una serie di cerotti sterili; sul dorso viene fatta una contenzione di gesso o con speciali archetti autoadesivi che schiacciano, stringono, fermano il naso.
- Il livido che può formarsi attorno agli occhi nelle prime 48-72 ore regredisce, con il gonfiore, nel giro di 10 giorni.
- E’ necessario dormire con il capo sollevato. Per mantenere il naso fermo evitare di mangiare cibi duri, praticare sport, fare smorfie o ridere a lungo. 
- La rimozione dei tamponi (dopo 24 – 72 ore) e la medicazione (dopo 5 o 7 giorni) sono eseguite dallo stesso chirurgo che ha operato che così, può correggere imperfezioni sopraggiunte.
Perché il naso si assesti del tutto possono essere necessari anche 6 o 8 mesi.

RONCOPATIA O RUSSAMENTO
Questa patologia assai diffusa (45%) è dovuta alle vibrazioni degli organi delle prime vie aeree in ogni espirazione durante il sonno. 
Responsabili di tali vibrazioni sono il palato molle e l’ugola, le tonsille, la lingua e l’epiglottode. Il cronicizzarsi di tale malattia può portare a pause respiratorie frequenti durante il sonno determinando sindrome di apnea (SAS sleep apnea syndrome) che possono determinare cattiva ossigenazione cerebrale e alterazioni del ritmo cardiaco.
Otre alla sensazione di affaticamento al risveglio e cefalea durante il giorno possono manifestarsi sonnolenza diurna, calo della libido, scarsa concentrazione, ipertensione arteriosa, cardiopatia e problemi cerebro vascolari. L’indagine che può manifestare tutto ciò è la polisonnografia che consiste nella registrazione continua durante il sonno del paziente dei parametri fisiologici più importanti. 

SCHEMA DELL’ INTERVENTO: è necessario ripristinare una funzionalità nasale correggendo la deviazione del setto nasale e l’ipertrofia dei turbinati; si passerà alla così detta UVULOFARINGOPALATOPLASTICA.
Con l’ausilio di un particolare bisturi ad ultrasuoni viene rimodellata l’ugola e ridotto il palato molle in modo da permettere un normale passaggio dell’aria ed eliminare il disturbo del russare. L’intervento è di breve durata e il post operatorio non comporta grossi fastidi. 
I soggetti maggiormente a rischio sono:
- Uomini oltre i 40 anni
- Soggetti in soprappeso (depositi di adipe sul collo impediscono una respirazione fluente)
- Soggetti con deviazione del setto nasale
- Soggetti con tonsille ingrossate
- Soggetti con accumuli di grasso dietro la parete della faringe
- Soggetti con macro-glossia (lingua troppo grossa) 
- Soggetti con una riduzione muscolare dei tessuti del palato molle
- Soggetti con mandibola arretrata o troppo corta

MENTOPLASTICA
E’ quell’intervento che si prefigge la correzione di un mento sfuggente addizionando protesi idonee. Quelle che un tempo erano esclusivamente in silicone attualmente sono state sostituite da protesi di maggiore plasticità e biocompatibilità quale quelle il goretex. 

SCHEMA DELL’ INTERVENTO: Queste protesi che generalmente vengono applicate con una via di accesso endobuccale non lasciano reliquati cicatriziali visibili riuscendo a ripristinare un profilo più armonioso (PROFILOPLASTICA).
Nei casi in cui vi è invece insufficienza di sviluppo dell’osso mandibolare, è necessario un intervento di maggiore entità che comporti una modificazione con spostamento della struttura ossea mandibolare. Anche nei casi di un mento eccessivamente sporgente è necessario intervenire chirurgicamente con resezione di parte di esso.
ANESTESIA:Tali interventi ovviamente a seconda della loro complessità avranno un periodo post-operatorio più o meno lungo e necessiteranno di anestesie locali nei casi più semplici o generali nei casi più complessi.

Il Labbro

La chirurgia può migliorare con interventi in anestesia locale le proporzioni di un labbro correggendo una giusta misura del labbro e del prolabio, come pure è possibile correggere e risollevare gli angoli delle labbra cadenti. Anche il filtro nasale può essere corretto con un intervento di filtro plastica che ridonando protrusione ai due canaletti verticali che dal naso vanno al centro del labbro eliminano l’aspetto vecchieggiante del labbro superiore.
Varie tecniche debbono essere valutate caso per caso possono ridefinire il contorno delle labbra anche a volte con l’uso di materiale sintetico di goretex o con tecniche più raffinate che aumentano anche lo spessore e l’esposizione del prolabio stesso. 
Esiste poi una CHIRURGIA DEL SORRISO con la quale si riesce a proporzionare l’esposizione dei denti nel sorriso, quando questa sia alterata. Spesso questi interventi vengono associati ad interventi di ortodonzia ed a completamento di questi.

L'orecchio

LE ORECCHIE PROMINENTI, OTOPLASTICA 
L’OTOPLASTICA è un intervento chirurgico programmato ed eseguito per migliorare l’apparenza del viso attraverso una correzione della forma esterna e delle distanza delle orecchie dal capo.
L’abnorme prominenza delle orecchie è una malformazione congenita che può essere essenzialmente dovuta a due alterazioni: ipertrofia della conca o dalla mancanza della piega dell’antelice. Queste due alterazioni possono anche comparire associate.
SCHEMA DELL’ INTERVENTO: attraverso l’incisione la parte posteriore del padiglione viene rimodellata la cartilagine auricolare così da creare la piega dell’antelice e ridurre la prominenza dell’orecchio. L’intervento viene abitualmente effettuato in anestesia locale ambulatorialmente.
Le orecchie saranno lievemente edematose per alcuni giorni. Una fasciatura elastica di compressione deve essere mantenuta per 1 o 2 giorni. Le suture vengono rimosse ambulatorialmente dopo 6 – 10 giorni.

I capelli

TRAPIANTO
La soluzione più moderna per la correzione della calvizie incipiente o per il rinfoltimento è quella dell’autotrapianto monobulbare: questa tecnica prevede il prelevamento di una striscia di cuoio capelluto in regione occipitale. 
Questi capelli che per le loro caratteristiche sono detti permanenti vengono poi debitamente isolati follicolo per follicolo e reinnestati anteriormente sempre in anestesia locale infiltrativa in modo da ricostituire un attaccatura normale del capellizio stabilendone una naturale inclinazione.
Vario è il numero dei microtrapianti che si possono effettuare in ogni seduta ma, certamente già sufficiente alla copertura di un ampio spazio.
La zona donatrice verrà suturata in modo da non essere visibile. Dopo la seduta di autotrapianto nella zona innestata si formeranno delle piccole croste destinate a scomparire nel giro di una settimana. 
Dopo circa tre settimane cominceranno a ricrescere i capelli dai bulbi trapiantati; la loro consistenza e la loro modalità di crescita sarà identica a quella degli altri capelli. Nel caso di calvizie estese il trattamento potrà ovviamente richiedere più sedute a distanza di circa sei mesi. Il risultato è valido e naturale, il post-operatorio non comporta particolari rinunce o difficoltà.

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