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Il metodo della dottoressa Moro

Trattamenti per il corpo

Prof. Vittorio Ascione: chirurgia plastica, otorinolaringoiatria
Specialista in Chirurgia plastica e ricostruttiva

Il Seno

MASTOPLASTICA ADDITIVA 
Un seno piccolo poco sviluppato può essere aumentato di volume e cambiato di forma mediante l’inserimento di una protesi mammaria. Le controversia circa il materiale con cui sono costruite le protesi mammarie, il silicone,ha generato dubbi e quesiti, circa la sua sicurezza, per ciascuno dei quali esistono risposte scientificamente documentate.
La presenza di protesi mammarie può favorire la comparsa di tumori al seno? Gli studi più recenti, che hanno analizzato un grandissimo numero di donne portatrici di protesi, sono concordi nell’affermare che non c’è un aumento del rischio di cancro nelle donne che si sono sottoposte ad una mastoplastica additiva.
La presenza di una protesi può ritardare la diagnosi di un tumore mammario? La corretta informazione del radiologo circa la presenza di protesi consentirà di utilizzare alcune tecniche mammografiche dette “di dislocazione” attraverso le quali è possibile evidenziare anche piccoli noduli nel tessuto ghiandolare intorno alla protesi. Il silicone è considerato inerte nell’organismo, non altera la filosofia della ghiandola mammaria che può eventualmente allattare. La presenza di protesi, infine, non impedisce la normale autopalpazione.
E l’insorgenza di malattie autoimmunitarie? Vengono così autodefinite quelle alterazioni del sistema immunitario in cui l’azione di difesa avviene non contro sostanze estranee all’organismo ma bensì verso parti dello stesso.
Queste malattie sono generalmente diffuse nella popolazione ed il fatto che il silicone possa indurre un processo autoimmunitario rimane ancora una teoria non basata su dati certi.
Il colloquio preoperatorio con il chirurgo plastico permette di valutare le indicazioni all’intervento in relazione alle esigenze della paziente, il tipo e le localizzazioni delle incisioni e il tipo di protesi da utilizzare. La grandezza della protesi può essere scelta tra varie misure esistenti, a seconda del desiderio della paziente di avere un seno più o meno voluminoso e della situazione cutanea che può consigliare una misura più grande o più piccola.
L’intervento: mediante piccole incisioni effettuate in zone poco visibili (periareolare, solco sottomammario, ascellare) viene ricavata una tasca al di sotto della ghiandola o del muscolo pettorale, dove verrà inserita la protesi prescelta. 
L’intervento viene sempre eseguito in anestesia generale e richiede una degenza di 24-48 ore.
Dopo l’intervento è bene evitare ampi movimenti con le braccia per circa 2 settimane. I punti di sutura vengono rimossi ambulatorialmente circa 8-10 giorni dall’intervento. In una piccola percentuale di casi operati, la capsula che normalmente si forma intorno alla protesi può alterare la consistenza e la forma della mammella.
Questo inconveniente è ora più raro per l’uso di protesi più moderne con superficie tesaurizzata. Se la retrazione capsulare risulta di alto grado compromettendo il risultato estetico si renderà necessario reintervenire chirurgicamente.

MASTOPLASTICA RIDUTTIVA E MASTOPESSI 
Un seno grande può provocare differenti problemi psicologici e funzionali. Una donna con un seno molto sviluppato può sembrare più grossa di quello che realmente e può incontrare difficoltà nel vestirsi. Le giovani con mammelle molto grosse spesso non hanno un portamento e degli atteggiamenti normali per tentativi consci ed inconsci di cercare di ridurre al minimo l’evidente abbondanza del loro seno.
Un seno voluminoso può effettivamente limitare la capacità a svolgere alcune occupazioni della vita quotidiana ed alcuni sport, tipo il tennis, il footing ed il golf.
La gigantomastia può provocare problemi di macerazione, intertrigine ed altre dermatosi del solco sottomammario per il costante contatto della cute.
I seni di volume a peso eccessivo ed anche ptosici, possono essere rimodellati con l’intervento di mastoplastica riduttiva.
Con questo intervento oltre che asportare una parte della ghiandola per ottenere una riduzione di volume, si riposiziona l’areola ed il capezzolo al giusto livello e si elimina la pelle in eccesso per ottenere una forma esteticamente gradevole.
La cicatrice: nella maggior parte dei casi ha una forma ad ancora (o T rovesciata): dall’areola verso il basso e orizzontalmente nel solco intermammario. Le incisioni che si effettuano nel corso dell’intervento lasciano delle cicatrici che migliorano progressivamente il loro aspetto, fino a diventare poco evidenti.
Il notevole miglioramento della forma e delle dimensioni del seno, tuttavia, fa passare in secondo piano lo svantaggio della presenza delle cicatrici, svantaggio che le pazienti accettano senza problemi, qualora ne siano state ben informate prima dell’operazione. 
Quando il volume del seno è adeguato ma dislocato rispetto alla sua naturale posizione (ptosi), l’intervento è limitato al solo rimodellamento della mammella, senza asportazione di tessuto ghiandolare (mastopessi).
L’intervento di mastoplastica riduttiva (e mastopessi), che viene sempre eseguito in anestesia generale, ha un decorso postoperatorio non doloroso e prevede una degenza di 2 - 4 giorni.
I punti di sutura vengono tolti ambulatorialmente in tempi successivi e comunque 10 - 15 giorni all’intervento.
Le pazienti che si sono sottoposte a questo intervento devono evitare per un periodo di circa 20 giorni attività fisiche intense. Per un periodo di almeno 3 mesi il seno dovrà essere sempre sostenuto da un reggiseno.

ADDOMINOPLASTICA 
Quando, nonostante diete e sport l’addome rimane sporgente o rilassato si può rivolgere al chirurgo plastico, l’unico che può intervenire radicalmente su questo in estetismo, agendo sul grasso ma anche sul rilassamento dei muscoli, della cute. Ciò può dipendere da un dimagrimento consistente o da una gravidanza, soprattutto se la pelle non è elastica e pronta a riadattarsi a nuove forme. Tutto ciò può essere aggravato dalla presenza di smagliature. 
Comunque è possibile distinguere tre categorie di pazienti:

CON ACCUMULI DI GRASSO
Un alterazione del profilo addominale può essere dovuto solo ad una accumulo di grasso localizzato resistente alla dieta e all’esercizio fisico. E’ tipico di ragazze o giovani donne anche con pelle tonica o poco rilassata e con muscoli addominali in forma. 

CON CUTE E MUSCOLI RILASSATI
A volte l’addome può assumere un aspetto “Pendulo” o a grembiule, sporgente o per eccesso di cute anelastica o abbinata anche alla presenza di tessuto adiposo e scarso tono dei muscoli addominali.

CON SMAGLIATURE 
In alcuni casi la parte della cute addominale o sovraddominale può presentare profonde smagliature specie dopo una gravidanza e a volte possono esserci anche cicatrici per interventi di parto cesareo.
SCHEMA DELL’INTERVENTO: prima dell’intervento si traccia sulla pelle un disegno della porzione da eliminare corrispondente all’eccesso di cute (tenendo come punti di riferimento l’ombelico, il pube,le spine iliache).
Si prosegue con l’anestesia. Il grasso non viene aspirato: l’intervento infatti consiste nell’asportazione di una porzione di cute e di pannicolo adiposo a forma di “elisse” che va dall’ombelico al pube e orizzontalmente dalla punta dell’osso dell’anca destra a quella sinistra.
Il riposizionamento: il chirurgo scolla la parete addominale fino a raggiungere le costole in modo che non ci siano tensioni della pelle: Cute, grasso, muscoli retti addominali con le loro fasce muscolari (che quando si rilassano si distanziano tra loro) vengono ricuciti e rinforzati con punti particolari.
L’ombelico viene riposizionato in sede di origine, nel “nuovo” addome. Sono posizionati drenaggi per 24-78 ore: l’intervento dura circa 2 ore e mezza. 
La fase finale: questo tipo di intervento comporta due cicatrici, una attorno l’ombelico (periombellicale ) e l’altra sovrapubica: quest’ultima deve essere più breve possibile e non troppo in basso ma in modo da poter essere nascosta normalmente con gli slip. 
I punti (suture intradermiche) vengono rimossi dopo 15-20 giorni. Ci si può alzare dal giorno dopo l’intervento: il post operatorio non è doloroso: si potrà avvertire nelle prime 24-48 ore un senso di tensione dell’addome.
E’ necessario indossare una guaina elastica per 2 o 3 mesi periodo durante il quale è bene evitare di compiere sforzi addominali e sollevare pesi. 
Esiste la possibilità di un intervento più limitato “MINI ADDOMINOPLASTICA” che interessa soltanto la parte inferiore dell’addome purché non ci sia un eccessivo rilassamento dei tessuti muscolari. Si asporta una porzione di cute sottombellicare di forma ellittica, simile ma più ridotta rispetto alla versione classica. Anche lo scollamento dei tessuti è molto più limitato. Molto spesso si associa una lipoaspirazione dei tessuti limitrofi.
In alcuni casi selezionatissimi si può agire per via endoscopica per rimettere in giusta tensione la muscolatura addominale.

LIPOASPIRAZIONE
La liposuzione è un intervento chirurgico che mira ad eliminare depositi di grasso localizzatosi ai fianchi, glutei, addome, braccia. Viene eseguita soprattutto quando c’è un accumulo adiposo che disturba l’armonia complessiva del corpo, quando dieta e attività fisica hanno fallito. Può essere eseguita in anestesia peridurale, locale o generale in base alla quantità di grasso da asportare.
Dopo l’anestesia il chirurgo esegue una piccola incisione al di sotto della zona da trattare. Introduce una cannula di pochi millimetri di diametro, collegata ad un aspiratore elettrico (talvolta manuale). Il chirurgo effettua movimenti a raggiera con la cannula, mantenendola sempre nello strato di grasso sopra i muscoli. La punta della cannula frantuma le cellule di grasso che poi vengono risucchiate attraverso dei fori grazie all’ aspiratore a cui è collegata. L’intervento può durare da un’ora ad un massimo di tre ore.

Esistono comunque delle VARIANTI: 
CON GLI ULTRASUONI
CON IL LASER 
CON CANNULE VIBRANTI 


GLI ULTRASUONI: sono onde sonore che hanno la proprietà di rompere le pareti delle cellule di grasso, facendone fuoriuscire il contenuto. Per ottenere questo risultato il chirurgo inserisce sottopelle una sonda di titanio (6-7 mm di diametro, lunga 25-30 cm) collegata ad un apparecchio generatore di ultrasuoni.
Emulsificato il grasso, il chirurgo passa alla fase di aspirazione: può farlo sia con la stessa sonda sia sostituendo questa con la cannula tradizionale.
Questa tecnica risulta più vantaggiosa per il chirurgo perché richiede meno fatica (il chirurgo esegue movimenti morbidi avanti e indietro). Per questo motivo è utilizzata soprattutto quando è necessario agire su zone molto ampie e in punti dove il grasso è più duro. 
Gli ultrasuoni sono onde elettromagnetiche, sviluppano calore. se non vengono utilizzati da mani esperte, quindi possono determinare ustioni della pelle.
CON IL LASER: per la liposuzione di questo tipo viene utilizzato un laser capace di rompere la membrana delle cellule adipose.
L’apparecchiatura è dotata di un cavo, una guida contenente fibre ottiche, particolari fili adatti al trasporto del raggio laser. Alla fine di questo cavo è applicata una sottilissima cannula del diametro di 1,5 - 2 mm, una sorta di ago senza punta: tale ago ha lo scopo di fornire un passaggio del raggio laser affinché questo entri sottopelle, laddove dovrà colpire le cellule adipose. 
IL raggio laser è utilizzato ad intermittenza: la frequenza dei “lampi” è tale da colpire le cellule bersaglio (quelle adipose) senza bruciare i tessuti limitrofi.
La luce laser che agisce sottopelle è visibile in trasparenza anche dall’esterno: in questo modo il chirurgo può seguire la direzione del raggio ed eseguire un lavoro preciso. Fatto questo il chirurgo aspira il grasso con normali cannule.
CON LE CANNULE VIBRANTI: si tratta di cannule tradizionali collegate ad un aspiratore e allo stesso tempo, a un motore elettrico o ad aria compressa.
Sono in grado di muoversi rapidamente avanti e indietro ma anche di ruotare cosa che nel complesso facilita notevolmente il lavoro del chirurgo. 
Le cannule vibranti colpiscono rapidamente le cellule di grasso e fanno fuoriuscire il contenuto. Ecco perché si rivelano adatte per intervenire nei punti ove il grasso è più duro o per agire su zone particolarmente estese. 
Poiché si tratta di cannule tradizionali il grasso viene aspirato contemporaneamente.
L’intervento con qualunque tecnica sia condotto deve essere effettuato in sale operatorie ove chirurghi ed anestesisti garantiscano la salute dei pazienti.

DOPO L’OPERAZIONE:Chi si sottopone ad una liposuzione o perché ha bisogno di eliminare un massimo 1,5 litri di grasso, avrà una convalescenza diversa da quella di chi deve toglierne 3 o 5 litri.
Nel primo caso è possibile tornare a casa lo stesso giorno dell’intervento, dopo aver trascorso qualche ora sotto controllo: da un litro e mezzo fino a 3 litri sarà opportuno rimanere in clinica almeno una notte.
Per liposuzioni più importanti da 3 a 5 litri è consigliabile un ricovero di almeno tre giorni e oltre (Megaliposuzioni) in modo da poter ricevere un assistenza medica adeguata.

Glutei

Il rimodellamento dei glutei può essere ottenuto con la liporistrutturazione un tipo di intervento che serve per riarmonizzare tutta la struttura corporea togliendo grasso dove è in eccesso e reinserendo dopo aver adeguatamente tratto con raggi e centrifugazione nelle parti in cui è necessario aumentare il volume. 
Oltre a questo tipo di rimodellamento è possibile aumentare il volume con l’intervento chirurgico con l’applicazione di protesi. 
E’ necessario però considerare che rispetto al seno questa parte è più sollecitata e meno protetta. Tenendo poi presente che la forza di gravità tende a far scivolare verso il basso le protesi il mantenimento del risultato nel tempo diventa più problematico.
Le protesi potranno essere applicate al disotto dei muscoli o sotto fasciali. 
Comunque è un intervento di una certa complessità.
Il risollevamento può essere effettuato con un’ incisione a V che ha la sua punta nel solco tra i glutei e continua verso l’alto asportando un triangolo di cute si riesce a fissare nella nuova posizione i glutei. Pur rimanendo la cicatrice nascosta con lo slip con il tempo e la forza di gravità tende ad allargarsi.
Ultima novità è il risollevamento col filo.
Con uno speciale ago curvo piuttosto lungo il chirurgo inserisce un filo elastico di lunghezza variabile intorno al gluteo tra il muscolo e il grasso.
Il filo trazionato viene fissato stringendo ciascun gluteo rendendolo quindi più sodo ed alto.
Questo tipo di intervento avrà un post operatorio fastidioso per circa 30 giorni.

 

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